Sentiero “Noscia Jent”

Articolo nella categoria: Passeggiate

Si tratta di un sentiero che ricorda la storia antica e recente della gente dell’alta Val di Fassa, la difficile fienagione in quota su pendii poveri d’erba e pericolosi, il trasporto del fieno e della legna verso valle con grande fatica e rischio. La baita in località Pradai ci ricorda il fascismo. Pian de Dolèda ci riporta alle leggende dolomitiche ladine ed infine Vera e Lorenz, gli insediamenti abitativi più alti del Trentino, che testimoniano l’antica architettura ladino-fassana.

Si parte dalla località Pecol a 1926 metri (raggiungibile con gli impianti di risalita del Belvedere a Canazei oppure in macchina da Canazei – direzione Passo Pordoi), si procede verso la cabinovia Toè prendendo la strada forestale che sale al Col de Tena (2084 metri). Col de Tena è una terrazza panoramica sul gruppo del Sella, del Sassolungo e sui versanti della sinistra orografica della Valle di  Fassa  con le vette di Crepa Neigra e Ciampac in primo piano. Qui inizia un sentiero che attraverso i costoni vulcanici del Col di Rosc raggiunge la località Pradai.

Sino agli anni ‘60 tutti i prati venivano falciati per avere il fieno necessario all’alimentazione del bestiame in fondo valle. Lungo questo tratto di sentiero è facile osservare, in particolare la mattina presto, camosci e mufloni. In località Pradai (2030 metri), altra terrazza panoramica, si trova una baita che, dopo l’8 settembre 1944, ha nascosto diversi abitanti dell’alta Valle di Fassa ricercati dalle forze dell’ordine. Da Pradai, lungo la vecchia strada, si scende verso Pian de Dolèda. La strada veniva percorsa con carri trainati da cavalli con il sistema dei “palanc” (solo le ruote anteriori e lunghi pali longitudinali posteriori per frenare, data la forte pendenza). Al Pian de Dolèda ci si può fermare su un altro straordinario punto panoramico sulla valle per poi scendere ad Alba o prendere il sentiero e la strada forestale per Penia e raggiungere gli insediamenti abitativi più alti del Trentino: Vera (1673 metri) e Lorenz (1636 metri), per poi raggiungere Penia. Vera e Lorenz meritano una visita mirata per osservare non solo l’architettura delle case e dei fienili, ma anche le due chiesette: a Vera dedicata a Mater Amabilis, a Lorenz dedicata a Maria Ausiliatrice. Nei pressi dei due villaggi ne esisteva un altro, Insom, abitato sino al 1915, poi evacuato ed incendiato in quanto prossimo alle operazioni militari della Prima Guerra Mondiale. A Penia, paese nominato già nel lontano 1297, merita una visita la chiesa gotica di San Sebastiano con altari lignei del XVII secolo.

Sentiero facile, adatto a tutti. Primo tratto in salita, poi scende costantemente. Tempo: 3 ore e mezzo.

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