Larzonei

Articolo nella categoria: Curiosità

Lungo i declivi che dalla SS241, che conduce al Passo Costalunga, scendono verso valle in direzione di Vigo di Fassa sorge un piccolo insediamento, abitato da una cinquantina di anime appena. È Larzonei (da “Larcionè”, lariceto), uno tra i più antichi nuclei abitativi della Val di Fassa.

Considerando la sua splendida posizione, baciata dal sole molte ore al giorno, e il terrazzamento naturale che lo ospita, appare abbastanza chiaro il motivo per cui sia stato scelto dai pionieri della Valle quale sede privilegiata per edificare l’abitato.

Un aspetto piuttosto singolare di Larzonei è che quasi nulla è rimasto a testimonianza della tradizionale attività agricola e d’allevamento, probabilmente in seguito a ristrutturazioni degli antichi fienili, o ad una successiva destinazione differente degli stessi (magazzino, deposito, ecc). Una delle poche strutture che conservano ancora l’aspetto originario è il “La Pila”, purtroppo ridotto ad un rudere. Il “Tobià de la Fersa”, è invece stato in parte ristrutturato (l’ala sud è diventata un’abitazione); la sua facciata est conserva ancora gli antichi, enormi travi incastrati a “block-bau”. L’ultima testimonianza che s’incontra di quel passato ormai perduto sorge poco prima della salita che conduce a Tamion: è il “Weiss” (bianco?), un possente edificio dalla cui facciata sud sporge una veranda dall’architettura nettamente in contrasto con il complesso di travature grezze che costituisce la struttura principale. Il fienile, posto al centro, è l’unica struttura di tutto l’abitato che restituisce una testimonianza temporale precisa; l’architrave del portone a nord reca, infatti, l’incisione “I 5 IHS 62”. Valentina.

(Fonte: “Val di Fassa – Luoghi, escursioni e altre storie.” A. Seeber e G. Nicoletti. Ed. Curcu & Genovese)

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