Theodor Christomannos
Articolo nella categoria: Cultura ladina
Pur non essendo nativo delle valli ladine, l’austriaco di origine greca Theodor Christomannos è entrato a far parte da protagonista nella storia della Ladinia grazie alla sua geniale e lungimirante intuizione di costruire la strada che collega Bolzano con Cortina e Dobbiaco passando per le valli dolomitiche.
Christomannos nacque a Vienna nel 1854 dove si laureò in giurisprudenza. Si trasferì poi a Merano dove condusse uno studio legale; era inoltre segretario dell’allora DÖV (Deutsch-Österreichischer Alpenverein – il club alpino austrotedesco) e dunque grande appassionato di montagna.
Christomannos riconobbe sin dall’inizio le prospettive del turismo per le popolazioni delle zone alpine e fondò l’associazione “Verein für Alpenhotels”, associazione che promuoveva la realizzazione di hotel nelle località montane. A questa associazione si deve la realizzazione del Grand Hotel Carezza al Passo di Costalunga, all’epoca uno dei più prestigiosi alberghi della zona dove trascorse le vacanze – tra gli altri ospiti illustri, anche la principessa Sissi, moglie dell’imperatore dell’Impero Austro-Ungarico Francesco Giuseppe – e oggi trasformato in multiproprietà.
Ma l’opera più significativa di Christomannos resta la “Grande Strada delle Dolomiti”, una strada lungo la quale muoversi a piedi, a cavallo, in carrozza, corriere postali e automobili. La strada che da Bolzano porta fino a Dobbiaco, passando per la Val d’Ega, il Passo di Costalunga, la Valle di Fassa, i passi dolomitici e Cortina, fu realizzata all’inizio del ’900 ed è ancor’oggi frequentata da milioni di turisti provenienti da tutto il mondo.
Christomannos morì nel 1911. In suo onore fu eretto, ai piedi del Catinaccio, un monumento di bronzo a forma di aquila tutt’ora esistente. Una torre del Latemar, alta 2800 metri, porta ancora il suo nome.
Paolo Mariani (27 luglio 2009, 07:59)
Finalmente sono riuscito a sapere qualcosa in più sulla vita del pioniere del
turismo dolomitico. La scorsa settimana sono passato dal suo monumento sul
sentiero che conduce al Rif. Roda di Vael e mi sono proposto di conoscere
meglio la figura del Dr. Christomannos, a cui noi alpinisti/escursionisti/o anche
solo semplici turisti/automobilisti, dobbiamo essere grati.