La pittura murale
Articolo nella categoria: Cultura ladina
Nonostante le gravi perdite dovute all’incuria e al tempo, nel territorio della Val di Fassa si contano ancora un centinaio di affreschi, testimonianza della vita spirituale della comunità dal sec. XIV fino ai tempi più recenti.
Ogni periodo storico si caratterizza per particolari canoni stilistici e iconografici, nei quali è riconoscibile l’impronta delle correnti culturali che di volta in volta interessarono la valle per il tramite di artisti stranieri o per rapporto degli stessi fassani che emigravano nelle vicine regioni.
Si possono così individuare soggetti ricorrenti, come la raffigurazione della Madonna del Soccorso, particolarmente diffusa in tutto l’impero dopo l’assedio di Vienna da parte dei Turchi (1683), o come l’immagine di San Cristoforo, protettore dei viandanti, posta sulla facciata di chiese e case situate lungo le strade. Ricordiamo che la valle di Fassa era attraversata da una antica via commerciale di non secondaria importanza, che collegava le valli meridionali del Trentino con il nord del Tirolo (strada del vino e del sale). Raffigurazioni di S. Cristoforo sono ancora visibili sulle chiese di Forno (inizi ‘600), di Penia (metà del ‘500), di Gries (1700 ca.), di Campitello (1689) e di Santa Giuliana (1700 ca.), nonché su case private a Pera (Hotel Rizzi, fine ‘800), a San Giovanni (Pensione San Giovanni, 1926), a Canazei (Hotel Dolomiti, 1908).
Le espressioni dell’arte sacra in Val di Fassa risentono innanzitutto dell’influenza tirolese, in virtù dei legami storici con il Principato Vescovile di Bressanone e con la contea del Tirolo. A partire dal XVII sec. si nota una più marcata presenza di elementi stilistici di impronta veneta, a testimonianza di un intensificato flusso di rapporti con le regioni nord-italiane. Gli affreschi più antichi in Val di Fassa vanno ricercati nelle prime chiese, essendo queste le prime costruzioni in muratura, mentre fino al ‘500 le case erano costruite totalmente in legno.
Nei secoli successivi si registra poi una notevole attività edilizia che sacrificò quasi completamente le case più antiche. È pressoché impossibile quindi trovare affreschi su edifici civili anteriori alla fine del ‘400.
Musicdown Pre (9 febbraio 2010, 12:54)
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alconavt (10 febbraio 2010, 04:54)
a chto takoe molocnik?
angelo prosciutti (6 maggio 2010, 18:08)
vi ho richiesto informazioni sul codè.Ed ora leggo dei Vostri magnifici dipinti murali.
Nella mia fattoria stima riproponendo la “VOLTA 500 anni dopo” della Cappella Sistina in affresco seguendo le tecniche esecutive di Michelangelo.
http://www.fapaveio.com
http://www.scuolarestauro.it